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Lombardia: Spi, Fnp, Uilp contestano il modello sanitario regionale

A seguito delle dichiarazioni del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, ieri 20 maggio, le Segreterie regionali di Spi, Fnp, Uilp hanno emanato una nota congiunta tramite la quale muovono una critica al modello sanitario lombardo che, secondo le Organizzazioni sindacali: “a distanza di 5 anni dalla legge che l’ha istituito, ha dimostrato tutte le sue debolezze e le sue lacune, che con l’arrivo del Covid 19 si sono purtroppo concretizzate in oltre 15.000 morti, soprattutto tra gli anziani.”

“Quando Fontana afferma che si stava già rafforzando la medicina del territorio, omette di dire che il percorso di attivazione della rete territoriale assistenziale ci è stato presentato nel mese di luglio dello scorso anno e poi, inspiegabilmente, tutto si è fermato. L’unica cosa che è stata fatta da luglio all’inizio del 2020 è stata la riorganizzazione della rete ospedaliera, attraverso chiusure di reparti e riduzioni di servizi, senza compensare i tagli con interventi sul territorio.” Continuano i Sindacati nella nota unitaria “Noi in rappresentanza del Sindacato pensionati abbiamo più volte e in tantissime occasioni fatto presente a Regione Lombardia le criticità di quel percorso che rischiavano, ancora una volta, di rivelarsi un fallimento come lo è stato il modello di “presa in carico” dei malati cronici avviato nel 2018.Nessuna attenzione è stata prestata da Regione Lombardia ai nostri contributi e il risultato, purtroppo, si è visto nell’emergenza. ”

Con riguardo al tema delle RSA Spi, Fnp, UIlp aggiungono: “Sulle migliaia di morti all’interno delle RSA è quantomeno stucchevole il continuo rimpallo di responsabilità tra Regione Lombardia ed i gestori delle RSA. Il presidente dice che il compito della regione è controllare il rispetto dei protocolli, ci dica se questo è avvenuto e come. Sempre il presidente Fontana scarica le responsabilità sulle RSA asserendo che si tratta di enti privati, confermando la critica più forte che abbiamo sempre fatto. Privatizzare la salute dei cittadini facendola diventare occasione di profitto è stato un errore, ora implicitamente riconosciuto dallo stesso presidente. Si dice, mentendo, che quello che è successo in Lombardia è successo in tutta Italia. In Lombardia i decessi sono stati il 49% del totale dei decessi per COVID 19 nel nostro paese mentre i tamponi effettuati nella nostra regione sono stati solo il 19% del totale eseguiti in Italia facendo venire meno una azione di sorveglianza attiva e di contenimento della pandemia Di fronte alle vite spezzate e al dolore dei famigliari, bisognerebbe avere l’umiltà di ammettere gli errori e soprattutto la volontà di porvi rimedio. Alle nostre numerose richieste di convocazione sul tema RSA, Regione Lombardia non si è degnata nemmeno di rispondere.” Concludono i Sindacati: “L’autoreferenzialità porta inevitabilmente a commettere errori, che invece potevano essere evitati, o quantomeno contenuti e che invece rischiano di ripresentarsi, visto che veniamo a sapere dalla stampa che sono stati istituiti due tavoli di lavoro sulla fase 2 nelle RSA e sulla disabilità con le associazioni dei gestori, escludendo ancora una volta chi rappresenta gli anziani e i non autosufficienti.” Su quest’ultimo punto in particolare la pressione esercitata dai Sindacati ha avuto esito positivo: la Regione ha programmato oggi 21 maggio, un incontro con Cgil, Cisl, Uil e Spi, Fnp, Uilp.

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